L'assistente ideale (capitolo II)

Avevo già affrontato l’argomento in maniera indiretta tempo fa citando l’articolo del mitico Benedusi (con cui si può essere o meno d’accordo).Sicuramente le mie esigenze sono diverse da quelle esposte nel link, ma vorrei anch’io dire la mia a riguardo con la massima umiltà ma anche con grande decisione date le svariate richieste di contatto che ricevo dal web ( assistenti.org , per citarne una fonte).

Premetto che ho sempre creduto nel valore del team ed ho sempre cercato di averne uno valido che mi supportasse, anche e soprattutto nelle mie carenze e per questo ho deciso di scrivere questo articolo. Specifico anche che al momento non riesco a garantire un introito (costante) ai miei collaboratori e che, ad ogni modo, lo sforzo richiesto supera di gran lunga la remunerazione monetaria: questa condizione però viene specificata sin dalla prima telefonata.

Partiamo dunque con le mie esigenze. Io ho bisogno mediamente di due/tre giornate a settimana di supporto da parte del mio assistente. Per supporto, intendo sia l’assistenza sul set che la parte di ritocco di alcune sessioni che non riesco personalmente a trattare.

Cosa richiedo?Non richiedo abilità tecniche particolari e non cerco “fotografi fatti e finiti”. Richiedo solo buona volontà, tanta costanza, puntualità, flessibilità ed precisione. L’assistente non fa le foto nè l’artista ma deve, idealmente, risolvere pragmaticamente tutti quei problemi che di fatto non ci azzeccano niente con la fotografia (recuperare il cibo al bar, fare da driver alla modella, rimettere a posto l’attrezzatura, occuparsi che il fotografo preso dalla foga di scattare non si faccia male etc.)

Cosa non serve?Non serve essere dei maghi in Photoshop e non serve conoscere le attrezzature da studio. Questi sono solo tecnicismi che anche il più impedito impara con un po’ di pratica.

Cosa offro?
Il mio studio non è una scuola di fotografia, ma il poco tempo che mi ritaglio quando si scatta, lo dedico volentieri a spiegare le poche cose che so. Il mio assistente sta con me sul set, viene ai casting e collabora a 360° nell’organizzazione dello shooting.

Questo quello che vorrei in teoria…la pratica invece è tutt’altro.

Cosa ottengo? Mi chiamano ragazzini tutti entusiasti ma poco motivati che la sera fanno tardi in discoteca ed il giorno dopo non si presentano sul set. Mi chiamano tante persone che vogliono solo venire a dare un occhio: pf non venite, la prima volta mi date solo fastidio! Oppure altre che continuano a trastullarsi al cellulare con la morosa/o perchè dopo devono andare a far l’aperitivo ed inziano a sbuffare perchè stanno facendo tardi: non è il lavoro alle Poste in cui alle 18 si chiude baracca e burattini!!!

Ma soprattuto, la cosa che mi fa arrabbiare di più, è che una volta spiegate e accettate le condizioni della collaborazione si dica, così di punto in bianco, che non vanno più bene e se ne dettino delle nuove perchè oramai si è imparato abbastanza. Cari assistenti, sono assolutamente aperto al dialogo ma non accetto condizioni dell’ultimo minuto. La parola data deve valere sino a che, con una discussione costruttiva,  non si giunga ad un nuovo accordo o si chiuda la collaborazione. Basta artisti senza arte nè parte: fare l’assistente può anche essere un lavoro creativo, ma è per lo più un lavoro metodico e di precisione (la seconda volta che entrate in studio pretendo che sappiate dove rimettere a posto le cose!).

L’anno scorso ho collaborato con una cinquantina di persone che si proponevano come assistenti ma che di fatto erano troppo prese, taluni a voler fare il fotografo per conto proprio ed altri a pensare a questioni personali, per essere veramente utili.

Detto ciò, il mio telefono e la mia mail sono sempre disponibili a chi crede veramente che una esperienza simile possa servire nonostante tutti (e forse solo) gli sbattimenti inclusi nel pacchetto.

Aspetto i vostri commenti…c’è qualche Assistente in ascolto? Per una volta, non c’è bisogno di essere diplomatici…

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0 Responses to L'assistente ideale (capitolo II)

  1. Assistente trovato.. beh l’ambizione di diventare fotografo è insista in tutti coloro che si appassionano alla fotografia, ma sono molto del parere che per imparare a fotografare non bisogna stare solo con una reflex in mano.. mi piacerebbe molto collaborare con te e limitarmi a ripulire il set a shooting finito.. seguo il tuo blog da un bel po’ ma c’è solo un problema fondamentale… sono catanese… troppo lontano…

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  2. Stefania says:

    Sembra che avere tutte le carte in regola non serva a niente se si abita in paeselli sperduti….

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  3. Giuseppe says:

    Grazie Stefania e grazie Salvo. Il discorso è che l’assistente è un lavoro completamente diverso dal fotografo: deve essere come un risolutore di problemi dell’ultimo minuto e non…ecco, questa è la definizione giusta!

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  4. Mario Frassine says:

    Ciao Giuseppe, ti segue con ammirazione sono un “fotografo” per passione, ho un’agenzia immobiliare, ma le problematiche che hai tu con i tuoi assistenti, sono simili un po per tutti (in svariati campi… il mio per esempio) Arrivano e vorrebbero essere al centro dell’attenzione, hanno altro per la testa… penso che sia un problema generalizzato… se ti può consolare, ma non credo, mal comune, mezzo gaudio….
    Buona luce, sempre ed in bocca al lupo.
    Ciao.

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  5. Ciao Giuseppe, ritengo di poter rispondere a tutti i requisiti da te elencati, ma come altri purtroppo non mi trovo logisticamente a milano, quindi devo rimandare la mia candidatura a quando potrò essere più disponibile!
    Credo che un’esperienza da assistente costituisca il giusto passo di maturazione per chi vorrebbe intraprendere la carriera da fotografo, e ti ringrazio della possibilità che ci offri!
    Spero di poterti contattare presto per presentarti la mia candidatura!
    Ciao, Carmine!

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  6. Teresa says:

    Ecco, è questo che mi rispecchiava quando facevo l’assistente, se ti dovesse servire, mi presento anche se sono in centro..

    E cmq ti do ragione!

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  7. Ciao Giuseppe,

    Mi fa piacere arricchire questo blog con la mia esperienza in merito agli assistenti.
    Va subito sottolineata una cosa: un’assistente NON E’ un aspirante fotografo. E’ vero che molti hanno iniziato in questo modo, ma l’assistente è una figura diversa dall’aspirante fotografo.
    Come giustamente dici tu, a meno che non ci sia un rapporto diverso e più “stretto” tra il fotografo e l’assistente, di solito questi si occupa di tutto quello che non riguarda la fotografia intesa nella sua tecnica e nella sua artisticità…semplicemente è un operaio che si preoccupa di essere affidabile e di seguire quello che che gli viene detto di fare.
    Questo non è detto in senso dispregiativo, ma semplicemente in modo descrittivo, tra l’altro un buon assistente su un set può fare eccome la differenza ed aiuta non poco il fotografo o chi per esso.

    Da quello che vedo, però, e questo è vero da qualche anno a questa parte, sembra che il campo artistico si sia prosciugato di umiltà e di tenacia. Si vuole spesso tutto e subito, senza pensare che l’esperienza viene da una lunga gavetta e che solo accettando compromessi e sacrificandosi si può raggiungere qualche obiettivo; attenzione, questo in nome della propria professionalità, non dello sfruttamento, come pure accade.

    Girano troppi ragazzini affascinati dalla fotografia, dalla grafica, dall’arte che non riescono a mantenere impegni lavorativi e davvero non sanno cosa sia determinazione ed affidabilità. Nelle mie classi spesso ci sono elementi che seguono il mio corso solo perché non hanno altro da fare e che, avendo la possibilità economica, provano a fare un pò tutto quello che trovano, senza, però, arrivare ad un risultato concreto.

    Un assistente determinato e con la voglia di fare, soprattutto e a maggior ragione se aspirante fotografo, dovrebbe essere l’esempio della precisione e dell’affidabilità, perché sul lavoro se non c’è questo si viene tagliati fuori abbastanza rapidamente…e di certo un fotografo professionista non rischia la sua professionalità per un assistente “ballerino”…

    Ciao
    G.Improta

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  8. Daniele says:

    ma non è che per caso ti trasferisci a roma?!?! io ti risolvo i problemi e tu nel frattempo mi insegni… diciamo che è quasi una collaborazione alla pari 😀
    come qualcun altro ha detto le ambizioni fotografiche le hanno tutti quelli affascinati dalla fotografia… ma bisogna avere umilità di dover iniziare da zero di rubare con gli occhi anche senza lavorare come fotografo… è un occasione che cerco da tempo… ma difficile da trovare!!!
    Daniele Natler

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  9. Enrico says:

    Scusate, ma vorrei dire anch’io la mia! Innanzitutto, ciao Giuseppe, lo sai quanto ti stimo e quanto mi piaccia il tuo modo di fotografare, ma purtroppo devo andare un pò contro corrente rispetto a quello che ho letto! e mi riferisco soprattutto al sig. Giuseppe Improta il quale sostiene che l’assistente non è e non deve essere un aspirante fotografo!!!! E chi mai dovrebbe essere: forse un appassionato di siderurgia applicata, con particolare propensione all’uso del cannello per le saldatute al tig? Non credo proprio! l’assistente E’ una persona che aspira a diventare fotografo, e non potrebbe essere altrimenti, ma mi sembra una cosa talmente ovvia, che mi fa perfino un pò strano scriverla. Che dopo debba essere serio, puntuale, che debba spazzare ed essere d’aiuto al fotografo, nessuno lo mette in dubbio, però ragazzi non scherziamo!!Se secondo voi, e se la maggior parte dei fotofrafi italiani la pensa come voi, allora gradirei vedere un pò più di coerenza, e non chiedere l’aiuto di un “Assistente” ma di un operaio generico. Il problema però è che, l’operaio generico, caro Sig. Improta, deve mantenere se stesso e spesso pure una famiglia, e ovviamente non potrebbe mai permettersi di lavorare una volta ogni tanto, magari pure senza un regolare contratto di lavoro in regola. Per cui ragazzi, ripeto, senza offesa per nessuno, ma non scherziamo per piacere!!

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  10. Giuseppe says:

    Ciao Enrico,
    grazie del tuo parere e del tuo passaggio.

    Il discorso è che fare il lavoro di assistente non equivale a fare una scuola di fotografia…ovvero, uno viene lì PRIMARIAMENTE a lavorare e far fatica, DI RIFLESSO impara anche qualcosa. Credo Giuseppe intendesse questo.

    Poi DI CONTORNO c’è anche il divertimento, oltre al fatto “di rubare” il mestiere (quel poco che io stesso ho imparato negli anni).

    Ma ripeto, fino allo sfinimento, fare l’assistente non necessariamente implica il far le foto (IO faccio le foto). Far fatica sì!

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  11. Caro Enrico,

    Ti ringrazio della tua risposta ma io non dispenso nessuna verità. Semplicemente mi attengo a constatare i ruoli professionali di una situazione lavorativa.
    E attenzione perché a seconda del settore in cui si lavora le figure professionali diventano via via più delineate.
    Una cosa è l’assistente per lo scatto di cerimonia, altra cosa è l’assistente per lo scatto di moda e così via.

    La figura dell’ASSISTENTE NON E’ quella del fotografo, altrimenti non si chiamava così. Spesso si inizia come assistenti e si impara il mestiere, ma questo è solo un escamotage per entrare nel mondo del lavoro, e resta il fatto che quando un professionista mette un annuncio, cerca un assistente….non cerca un apprendista. Questo accade ed è sempre accaduto per i motivi di cui sopra, ma è diverso. Ognuno ha una sua qualifica.

    Quando lavoro sul set per i film, dove ci sono centinaia di persone, ci sono tanti assistenti alle luci che montano, smontano, spostano, e quella è l’equipe del direttore della fotografia. Non tutti vogliono diventare direttore della fotografia, qualcuno si e allora si impegna anche di più e fa in modo di farsi notare, e di diventare assistente direttore della fotografia. Ma è una figura che riguarda il cinema, non la fotografia.

    Qui non si parla di fare o no l’assistente per diventare fotografo, qui si parla di essere un assistente. E scusate la franchezza, ma basta col mondo delle favole. Un assistente in fotografia è una persona che aiuta il fotografo in tutto quello di cui ha bisogno, sempre considerando che è il fotografo stesso ad avere le competenze tecniche e artistiche per fare lo scatto e che l’assistente si limiterà a fare da supporto e da “manovale”, spostare le luci, spostare l’attrezzatura etc. Questo non è un lavoro disdicevole, è un lavoro, come tanti altri, e aiuta a portare a casa lo scatto in modo più rapido, qualora l’assistente sia qualificato.
    Se ci fossero più assistenti di questo tipo, e meno “ispirati artisti che vogliono diventare fotografi in poco tempo”, ti assicuro che questo gioverebbe alla fotografia.

    Si può fare l’assistente tutta la vita, senza diventare mai fotografo, semplicemente perché si ha deciso di voler fare questo lavoro, e ti assicuro che un assistente bravo è molto più difficile da trovare proprio perché la maggior parte di chi risponde punta a voler diventare fotografo.

    Non voglio entrare nel merito di come mantenere una famiglia, questa sta ad ognuno di noi che si faccia l’operaio, l’assistente, lo spazzino o l’imprenditore. Un bravo assistente non lavora una volta ogni tanto, ma spesso, proprio perché è bravo. Ed è così dappertutto e in ogni settore.
    Se vali, puoi avere delle difficoltà, ma lavori.
    Poi se vuoi il posto statale, i contributi, il lavoro fisso e le ferie, bhé la fotografia non è proprio l’ambiente di lavoro che può soddisfare questi requisiti, e in Italia, è così in ogni ambiente artistico, e non solo.

    Spero di essere stato più chiaro.
    G.Improta

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  12. Enrico says:

    AAAAAAA ma che meraviglia!!!! Professore ” Ho letto sul suo sito che lei è un docente” Non so proprio come ringraziarla, mi ha aperto gli occhi, finalmente vedo, vedo, miracolo!! le sue pillole di saggezza mi hanno sconvolto l’anima, lei non è un fotografo,lei non è un uomo, lei è un maestro di vita,posso chiamarla maestro di vita? Sono talmente eccitato che stanotte nemmeno dormirò! Ma che stupido che sono stato: ho vissuto per 40 anni nell’ignoranza più profonda e più bieca e poi, tac, è arrivato lei, il messia!!! A Giusè (rif. G.I.)….ma chi credi di pigliare per i fondelli? A me vieni a dire di smetterla di credere alle favole? Ma chi cavolo sei per venirmi a dire che se vuoi un posto statale con i contributi e le ferie, la fotografia non è l’ambiente giusto? Ma scendi dal quadro di famiglia per carità!
    Dal sito “Associazione nazionale fotografi professionisti”:Raramente esiste un vero interesse a svolgere un periodo di assistentato presso uno studio di scarsa levatura” E io aggiungerei anche di media e alta levatura”. La paga e’ spesso inferiore a quella che potrebbe essere guadagnata con altri lavori meno faticosi; le cose da imparare sono poche, e sarebbe estremamente piu’ produttivo dedicare il proprio tempo a produrre immagini autonomamente, piuttosto che a pulire e sistemare il set e a fare la spola con il laboratorio.
    Si tenga inoltre presente che in questi casi il rischio che l’assistente “rubi” i clienti al fotografo e’ tutt’altro che remoto, ed e’ quindi estremamente probabile che il fotografo tenda ad essere poco disponibile a dare informazioni davvero importanti al suo assistente.”
    E aggiungo io: ” Se si considera poi il fatto che siamo in Italia dove ogni porcheria è legalmente concessa” il cerchio si chiude. Ovviamente porto le mie esperienze personali in agenzie fotogiornalistiche più o meno importanti dove vige la legge del profitto a tutti i costi.Sono sicuro che non è il caso di Giuseppe Circhetta, ma chi scrive che l’assistente non deve aspirare a diventare fotografo, e non pensare da ispirato artista,fa pensare che sotto sotto c’è qualcosa che non torna! E per piacere, evitami quella spocchia tipica Italiana del tipo ” Quando io lavoro nel set di un film”: ma me ne può fregà de meno che lavori nei set cinematografici, non faccio parte, per fortuna, di quella vasta categoria di leccaterga che pur di ingraziarsi il tal presunto personaggio, china sommessamente il capo! Sono straconvinto che un Patrick Demarchelier, insegnerebbe a un suo ipotetico collaboratore qualsiasi cosa sulla fotografia, per il semplice motivo che non è un fotografo, non è un artista, è semplicemente un folle, e la follia o ce l’hai o non ce l’hai, e Non può essere rubata…Lo sai vero chi usava Mister Helmut Newton come assistente? Sua moglie che stava con le tette di fuori davanti ad una candela, e se poi faceva la brava se la scopava pure davanti alla modella;
    ma lui era un folle, non un imprenditore travestito da artista.

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  13. Max. says:

    Ahhahah quella di Newton mi piace!!!

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  14. Giuseppe says:

    Enrico, perfettamente d’accordo con alcune cose (a parte le illazioni verso G.I.): io, ad esempio, non ho mai avuto l’occasione/pazienza/voglia di fare da assistente ed ho cominciato da subito la mia ricerca personale (la strada è ancora lunga).

    Per fare il fotografo, ci vuole soprattutto leadership: bisogna saper imbrigliare i problemi dalla A alla Z (non solo quelli tecnici) e ricordarsi che scattare non è che l’ultimo degli step del processo creativo.In questo peccano soprattutto le nuove leve…

    Credo inoltre che mettere i bastoni tra le ruote agli assistenti ruba-clienti sia inutile: chi è bravo arriva cmq senza il tuo aiuto e chi è scarso non arriva cmq nonostante il tuo aiuto. 🙂

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  15. Enrico says:

    Bhè, chiedo scusa al Sig. Improta, d’altronde i blog sono fatti così; non ci si conosce di persona per cui basta una frase interpretata male che scatta l’infervoro come dice Greggio!
    Io tendenzialmente sto sempre dalla parte dei più deboli del mondo lavorativo, e per me gli asssistenti meriterebbero di non essere considerati dei manovali, anche se magari il loro ruolo lo prevede di tanto in tanto, e neppure delle merde, come ho letto in un blog di un famoso fotografo. Saranno pure provocazioni, ma a me queste provocazioni non vanno proprio giù! non le mando giù perchè è vero che il nostro è un lavoro bellissimo, ma è altrettanto vero che è assolutamente inutile per la società!non siamo certo dei cardio chirurghi che operano a cuore aperto un giorno si e l’altro pure salvando così migliaia di vite.Stiamo tutti cercando di sopravvivere facendo uno dei lavori più soft che esista al mondo, e che tutto sommato non richiede poi tutte queste competenze ne tecniche ne “artistiche”: nel senso che oramai sono alla portata di chiunque abbia un pc e che abbia voglia di mettersi a fare un pò di ricerca. Credo che il non prenedersi mai troppo sul serio sia la vera carta vincente sia per se stessi che nel rapporto con gli altri! Amen…andate in pace

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  16. Caro Enrico,

    Non devi chiedermi scusa, so bene che scrivere su un blog presuppone ogni tipo di risposta, da ogni tipo di personalità.

    Non era di certo rivolto a te il pensiero di smettere di credere alle favole, ma a tutti quelli che si illudono di iniziare come assistenti sperando poi di diventare fotografi in breve tempo. E’ una strada, certo, ma presuppone dell’altro, e non è l’unica, né è necessaria, ed è comunque lunga.
    E stesso dicasi delle considerazioni sul lavoro, meglio che chi inizia sappia a cosa va incontro quando si tratta di materie artistiche…e sappia che si sentirà spesso dire “tanto lavori per passione…”.

    Non ti conosco, dunque non mi sognerei mai di indirizzare a te direttamente qualsiasi giudizio o supposizione, e ti chiedo scusa se è sembrata una critica diretta.

    L’esempio del set non era per “abbuffonarmi”, non sono di certo il tipo, e, onestamente, nemmeno ne ho bisogno. Il fatto serviva per dire che ci sono delle figure lavorative che non devono necessariamente essere artistiche, ma che hanno comunque una loro funzione, e tra questi ci sono gli assistenti, in fotografia, nel cinema e in ogni altro settore lavorativo.
    Ad alcuni basta questo, ad altri no. Tutto qui.
    Però l’assistente, in quanto tale, non DEVE NECESSARIAMENTE essere un fotografo, semplicemente perché non c’è bisogno che lo sia.

    Io ho fatto una lunga lunga gavetta, e so bene quello che significa farsi le ossa, e non faccio solo il docente ma lavoro in diverse produzioni, e quando ho dei bravi assistenti voglio che siano sempre gli stessi, perché per me è importante avere una squadra collaudata e che funziona.
    I problemi di paga, dello schifo Italiano, delle figure lavorative poco protette legalmente, li conosco bene anche io. Non a caso mi sto occupando di un’associazione che tutela i diritti degli artisti digitali.
    Ma purtroppo questo va ben oltre le nostre considerazioni e fa parte delle grandi limitazioni del nostro paese…l’alternativa? Semplice, emigrare. Chi resta e si lamenta non serve a niente. Se vuoi fare una cosa ci sono tanti modi di farla. Poi ognuno ha i suoi problemi, ma quelli li abbiamo tutti.

    Le considerazioni di TAU Visual, che io stesso avrei voluto proporre, si riferiscono alla realtà italiana piuttosto mediocre, dove anche gli insegnanti hanno paura di insegnare per paura di essere derubati della loro “superiorità”.
    Figuriamoci un professionista che non è sicuro di sé quanta paura ha di un assistente che potrebbe essere un suo rivale.
    La considerazione della TAU è giusta, se volete fare i fotografi, producete, anziché sgobbare per qualcun altro lavorando in qualità di una figura che è DIVERSA da quella di fotografo.
    Onestamente io non ho mai fatto l’assistente in senso stretto del termine. M a ho lavorato e collaborato con tanti maestri, e da loro ho veramente imparato. Ma si tratta di gente di altri tempi, le persone che incontro oggi sono più sbruffone e più “paurose”, ma forse è solo una questione di esperienza.

    Enrico, io non ti conosco, dalle tue parole intuisco la tua esperienza, ed è probabilmente anche più della mia, dunque saprai che ognuno decide cosa fare, e se sgobbare per fare l’assistente non piace per qualsiasi punto di vista, si è sempre liberi di cambiare…ma significa che allora non c’è una vera passione. Se ami quello che fai, non ti importa delle conseguenze, soffri ma lo fai lo stesso. Almeno finché puoi.

    Giuseppe parlava di una cosa elementare, cioé essere puntuali, precisi e assidui…e anche questo manca spesso.
    Io mi facevo Napoli-Roma tutti i giorni andata e ritorno per andare a “lavorare”…gratis e senza un briciolo di aiuto, e non mi sono mai lamentato, perché stavo imparando.
    La gavetta serve….perché forma le persone e quelle che veramente vogliono fare non si fermano davanti a niente.

    Poi è chiaro che il genio è genio, ma di quelli ne esistono veramente pochi.

    Riporto una frase di Leonardo che in qualche modo riassume il mio pensiero:

    “Triste è quel discepolo che non avanza il suo maestro.”

    Ciao
    G.Improta

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  17. Fototm says:

    Ciao Giuseppe, ti tengo d’occhio e ogni tanto passo e leggo e q

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  18. Fototm says:

    opss è partito il post… dicevo, che quando ho tempo rispondo anche….
    Mi incuriosisce il post e se pur ho letto quello di Settimio, ora leggo il tuo e non posso che essere d’accordo.
    Non sono d’accordo con G.I
    Io ho iniziato facendo l’assistente, l’ho fatto per anni, spaziando con diversi professionisti dal reporter al fotografo sportivo, per arrivare al maestro in studio…
    Il tutto passa dal professionista che ti accoglie.
    Io ho imparato molto, anzi moltissimo dai miei, e sono concorde che raramente esiste una figura che usa il tempo, fa fatica, è precario e magari prende pure poco se non ha ambizioni di prendere il mestiere…

    Ricordo gli inizi, lui con reflex in mano in giro a boschi o città, io dietro con zaino, mega cavallettone, tubo con gelatine a spalla, box con serie completa di cokein… ero una via di mezzo fra lo scherpa e un assistente fotografo.
    Oppure in studio dove sistemavo e aiutavo a fare i set e riodinavo e scopavo i pavimenti, sperando di farlo meglio con la modella che non mi ha mai degnato di uno sguardo se non quando arrivavo con un the o un biscotto…senza che lei me lo chiedesse ( paraculo lo ero già allora)

    Vero è che nella fase clou si impara poco, e si sta attenti a tutto tranne che allo scatto, ma il bello veniva dopo, quando tutti se n’erano andati
    e li iniziavano le mie domande, che spesso annotavo su un blocco notes
    e li ci facevamo delle nottate magari le chiudevamo al bar parlando ancora delle stesse cose con una birra d’avanti…

    Che bei ricordi, quando la fotografia profumava di pellicola, quando passavo le notti in camera oscura a provinare…
    quindi se il vostro fotografo dopo lo schoting non vi dice nulla non fa per voi cari miei aiutanti fotografi sulla via della professione…
    fototm

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  19. Caro Giuseppe, tutto il Mondo e’ Paese purtroppo.
    Il discorso si estende a tutte le categorie, non solo agli assistenti.
    Fa tanta rabbia, qua da noi, vederti passare avanti persone che non sanno niente di fotografia ma hanno amici ben piazzati, tanti agganci e la faccia tosta di gabellarsi per veri artisti dopo nemmeno 4 mesi di pratica fotografica. Con le modelle e’ lo stesso discorso, alla fine abbiamo deciso per una linea dura, o rispettano le regole o nulla. Sul set si lavora, che sia un free test o un TF o un servizio a pagamento. Il Team e’ una scelta vincente, se ne fai parte ne condividi gioie e dolori. A volte ci capita di lavorare dalle nove di mattina alle sette la sera solo con un caffe’ nello stomaco, per pura passione. Questa e’ la differenza fondamentale!
    Ti capisco quando ti lamenti degli aperitivi, dei cellulari e delle feste distruttive in discoteca. Hai perfettamente ragione.
    Anche qua a Firenze, purtoppo, e’ cosi’.
    Ma chi la dura la vince, si resiste e si va avanti, altro giro altra corsa, altri collaboratori fino a quando la squadra non si completera’ davvero!
    In bocca al lupo e ciao!
    Claudio 🙂

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  20. Scusa fototm, ma in cosa non sei d’accordo con me ? Da quello che leggo la pensiamo allo stesso modo…

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  21. Claudio Vignola says:

    Vedo che l’argomento non muore mai… :o)
    Io non posso che appoggiare il toto le considerazioni del boss del blog: osservazioni equilibrate, pacate, e condivisibili.
    Anche io ho avuto modo di scartare simpaticoni che arrivavano all’appuntamento con 30 minuti di ritardo, ragazze obese (nulla di male.. ma se deve arrampicarsi per sistemare un fondale?) o brillantoni che cercavano di fare troppo gli splendidi.
    L’assistente deve risolvere i problemi, non crearne.
    Un buon assistente è invisibile: fa tutto senza neanche farsi vedere, in modo che gli altri possano fare il loro senza intoppi.
    Il problema è che con la nostra mentalità, uno che lavora senza farsi vedere è come se non facesse nulla di utile e quindi viene considerato poco.
    Viviamo nella terra dei buffoni, dove conta di più farsi sentire, farsi pubblicità, far in modo che il proprio nome giri su vari circuiti…se poi le foto sono mediocri non conta, perchè spesso il cliente preferisce il fotografo “famoso” ad uno bravo.
    In queste condizioni, perchè uno dovrebbe farsi schiavo con la scusa della “passione”?
    Mio nonno fece la guerra e mangiava una gavetta (quella vera) di sbobba al giorno.
    E allora?
    Forse che il fotografo non lavora con passione o non si fa pagare perchè è un “artista” (che anche su questo ci sarebbe taaaaanto da dire…) ?
    Allora perchè fare l’assistente?
    Per imparare.
    L’alternativa è che il fotografo riconosca uno stipendio *proporzionato* all’impegno che chiede al suo assistente, il che di solito è ben oltre quello di un operaio.
    Imparare, si.
    Io ti posso offrire una certa quota in denaro e la possibilità di imparare questo mestiere dal punto di vista organizzativo e in parte stilistico.
    Ti va bene? Si? Ok, perfetto, proviamo.
    Ti va bene? No? Amici come prima.
    La soluzione in due parole?
    Chi vuol fare l’assistente deve pensare da fotografo e risolvere i problemi che incontrerebbe prima che il fotografo li incontri.
    Il fotografo dovrebbe ricordarsi più spesso che se la giornata appena trascorsa è andata liscia, *forse* è stato anche merito del suo assistente.

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  22. Giuseppe says:

    Grazie anche a quest’ultimo intervento di Claudio.

    Tutti contributi interessanti. Volendo sintetizzare possiam dire che:

    – Il lavoro dell’assistente è diverso da quello del fotografo e cmq propedeutico a quello dello stesso (non deve per cui schifarsi ad andare a prendere il caffè o le birre 🙂 );
    – L’assistente prima o poi farà il fotografo (se lo vorrà), ma nella sua mansione non gli è richiesto (anche se ho mandato spesso i miei a far lavori che io in primis non avevo tempo/modo di fare);
    – Dovrebbe essere invibile e anticipare i problemi;
    – Dovrebbe essere mosso, prima che dai soldi, dalla passione/impegno/costanza e determinazione.

    Altro?

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  23. Claudio Vignola says:

    – essere pronto ad accoltellare il datore di lavoro qualora questi cerchi di approfittarsene (e credo che questo metterebbe i fotografi seri nelle condizioni di poter pretendere giustamente mentre i banfoni ci penserebbero due volte prima di parlare inutilmente di “spirito di sacrificio” altrui).

    :o)

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  24. Enrico says:

    Ciao Claudio. Ma magari tutti i fotografi fossero come te e qualcun’altro! l’argomento trattato in questo blog non avrebbe nemmeno motivi di esistere. La verità è che siete poche mosche bianche che volano bel al di sopra del vasto sciame di mosconi attratti dalla “Loro” merda. O finalmente sento qualcuno che ha il coraggio di dire come stanno veramente le cose! Magari essere pronti ad accoltellare il datore di lavoro approfittatore e da un’infanzia trascorsa in modo problematico, ogni rif. è puramente casuale “S.B.”, magari lo trovo un pò eccessivio…ha ha ha, però lasciare per terra al banfone di turno nel suo prezioso studio tutti i 32 denti, non sarebbe un’idea poi così malvagia!

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  25. Enrico says:

    Ho avuto la gran fortuna di conoscere qualche tempo fa, un bravissimo fotografo milanese di adozione ma vicentino di nascita, che si occupa prevalentemente di still-life, il quale non ha nessun problema a darti una mano in caso di bisogno, per risolvere un’eventuale problema legato a questo genere di fotografia, e in modo totalmente disinteressato, sia al telefono che eventualmente facendo un salto da lui in studio! Ora, non si pretende che tutti i fotografi debbano essere così, soprattutto per chi si occupa di moda, considerando poi che questo mondo, come tutti sanno, definirlo effimero sarebbe poco, e che ci vuole altrettanto poco per farsi prendere la mano dalla cazzonaggine dell’ ambiente preso in sè e per sè, però io credo che, qualsiasi lavoro si faccia, fotografo, medico, avvocato architetto o spazzino, bisognerebbe essere prima uomini: lo so che sembra la solita cazzata di frase fatta ad effetto, però per me è così! Quando ognuno fa la propria parte nel modo migliore possibile, l’essere gentili e umani è sempre segno di grandezza!

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  26. thomas says:

    giusè…per qualsiasi cosa 333 7826441…abito in Molise…se ti capita di passare da queste parti..nzè sa mai!!! cmq complimentoni..ti seguo sempre.

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  27. Daniel Fanucchi says:

    Se mi posso permettere di riportare la mia opinione è la seguente, sono in accordo con Giuseppe che quando uno si prende un impegno deve rispettarlo e non “adattare” la parola data perchè deve scrivere alla morosa o perchè è stanco, però vedo anche la seconda faccia della medaglia sottolineata da Enrico, ovvero un impegno costante e continuo senza orari, più giorni alla settimana va benissimo ma se remunerato, ovvero secondo me non si può pretendere che per un lungo periodo un “operaio” o assimilabile a tale faccia un lavoro che non è fotografia senza che esso sia pagato regolarmente per farlo.
    in ripresa anche a quando tetto da G.I., tutti i tecnici se sono sui cast dei film, assistenti ecc, che non aspirano a diventare registi, direttori di fotografia ecc, sono lì semplicemente perchè hanno un regolare contratto “da operaio” e alla fine del mese hanno di cosa vivere.
    Con questo non sono qua a dire che gli assistenti non devono esistere perchè io stesso lo farei, ma previo accordo prima di iniziare, lo farei quando posso, compatibilmente con il lavoro e la famiglia, ovvio che una volta deciso che domani alle 7.30 si scatta, domani alle 7.30 si scatta.
    Non sò se sono riucito a spiegarmi ma mi ha fatto piacere partecipare alla discussione

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  28. sonia says:

    va beh ma fare il fattorino in pratica a cosa servirebbe? va bene per un po’, ma dubito che si possa imparare portando da mangiare alla modella, guidando la macchina o controllando che il fotografo non si faccia male
    Spero poi che lo stipendio sia adeguato, perchè è vero che in posta alle 18 si chiude baracca e burattini, ma è anche vero che si è tutelati, pagati, ecc
    di fare il fattorino magari pagato male o nemmeno pagato non penso che interessi
    la buona volontà a questo punto io la impiegherei per altre cose, magari per lavorare al bar per pagarsi dei corsi di foto, dei workshop, per fare tanti TFCD, ma l’assistente non è un lavoro da proporre a chi è interessato a crescere professionalmente con la fotografia, secondo il mio punto di vista logicamente.

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  29. Matteo says:

    Buonasera a tutti, mi rendo conto che arrivo un po’ in ritardo sull’argomento, ma ho scoperto questo post solo poco tempo fa, grazie ad una mail di risposta ricevuta da un amico dal signor Giuseppe. Ora, a prescindere dal tono che sembrava avere la mail, dove per altro c’era lo stesso link del blog di Benedusi, comincerei citando proprio lui, che in risposta a quel suo stesso post dice:
    “DENARO: non so dove avete capito che io non pago gli assistenti. li pago, e penso anche bene. quanto? come, e spesso di più, di un professore di greco in un liceo classico.”
    Del resto è inconcepibile che un fotografo, soprattutto a certi livelli, non riconosca il valore di un assistente anche monetariamente. Anzi, la prima cosa che mi è stata insegnata facendo l’assistente è: MAI lavorare gratis. Del resto non vedo come si possa pretendere da qualcuno professionalità senza un’adeguata retribuzione. Senza considerare poi chi ha scritto che “un assistente non dovrebbe neanche essere interessato alla fotografia. E’ qualcosa di semplicemente assurdo. In pratica la visione che emerge qui dell’assistente è quella di una figura professionale che non sia interessata allo sbocco principale del lavoro che sta facendo, e che per di più dovrebbe mettere a disposizione la propria professionalità gratis. Solo a leggere una cosa del genere viene da ridere, figuriamoci a pensarla. Certo, facendo l’assistente si impara, tantissimo, molto più di quanto qualunque scuola di fotografia non insegnerà mai, ma questo cosa significa? E’ un lavoro come qualunque altro. Gli stage in azienda non sono forse retribuiti?
    “- Dovrebbe essere mosso, prima che dai soldi, dalla passione/impegno/costanza e determinazione.”
    Sicuramente, ma saprebbe dirmi quale di queste cose, a parte i soldi, mi permette di fare la spesa e vivere?
    Sono assolutamente d’accordo sulle competenze richieste all’assistente e sull’assoluta intransigeza riguardo a questioni che per altro identificano la professionalità della persona (affidabilità, puntualità, dinamismo, e quant’altro) ma dato che a quanto pare sono doti che non si trovano così facilmente, non sarebbe il caso di premiare chi risponde a questi requisiti? Di assistenti bravi e professionali ce ne sono e come, ma di certo, non risponderanno mai ad una mail tipo: “ti dico subito che non pago, vai a leggerti questo link”.
    Per fortuna, ci sono un sacco di Fotografi estremamente capaci e inseriti nel mercato che pagano, e pagano bene.

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    • Giuseppe says:

      Ciao Matteo,
      è un argomento sempre attuale e la tua risposta non è per nulla fuori tempo.

      Vorrei cominciare dicendo: Benedusi è Benedusi, io sono io! L’ho specificato all’inizio che le esigenze non sono le stesse e nemmeno le abilità richieste.
      Detto ciò, io sono arrivato a Milano 6 anni fa: non conoscevo NESSUNO e nessuno mi cagava. Nè modelle, nè truccatrici, nè agenzie nè studi fotografici. NULLA di NULLA. Avrei pagato perchè qualcuno mi prendesse a fare da garzone di bottega in uno studio fotografico, affinchè potessi in maniera indiretta capire come funzionava il baraccone della fotografia. Piano piano, sbattendomi a destra e a manca mi sono introdotto nel giro e dopo qualche anno di incazzature/delusioni/errori vari qualcosina comincio a capire…ma sempre con costanza e determinazione.

      A me pare, con delle minime eccezioni, che la gente che mi chiama per farmi da assistente non abbia voglia di fare una mazza (e mi assumo le responsabilità di quello che dico): molti di voi vengono da me una tantum e poi vi ritrovo magari mesi dopo che provate a fare i fotografi da soli, ma in maniera svogliata e senza risultati. Oppure che ancora non avete capito cosa fare nella vita.

      Ragazzi, ci vuole concretezza e pragmaticità: basta fare gli artisti sfigati!!!

      Inutile venire da me per imparare la tecnica: ne sapete più di me con tutto quello che avete letto a scuola!!!Con molta umiltà vi dico che quello che sicuramente potete imparare da me è a gestire voi stessi nelle mille attività che la fotografia richiede e tra le quali fare click col ditino è la parte minore.

      Riguardo ai soldi e a tutti i fotografi estremamente capaci e che pagano bene, senza racore vi dico: andate da loro. Io non sono estremamente capace, ma solo estremamente determinato.

      Ciao
      G.

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  30. Matteo says:

    Buongiorno Giuseppe, sono molto felice di leggere una risposta da parte sua. Vorrei precisare che, nel caso avesse avuto quest’impressione, non era assolutamente mia intenzione fare una distinzione tra “fotografi estremamente capaci” e lei, la mia era una semplice constatazione. Non mi permetterei mai e non sono certo nessuno per dire una cosa del genere. Non posso far altro che ammirare la sua determinazione e dove è arrivato, con le sue uniche forze. Riguardo al fatto che lei sia lei e Benedusi, ovviamente, Benedusi, però non sono d’accordo.Non riesco a capire. E’ come se dicesse che vuole assistenti con una certa professionalità, ma che allo stesso tempo non li merita. Un’assistente in ogni caso, dovrebbe comportarsi come se stesse lavorando con Benedusi, e se così non è, arrivederci e grazie! Forse il problema potrebbe essere il dove vengono reperiti questi assistenti e sicuramente, il loro background. Voglio dire, è impossibile, credo, pensare che un “aspirante fotografo” di vent’anni, non cerchi di essere o fare l’artista sfigato. Del resto penso avrebbe lo stesso atteggiamento anche se cercasse di fare il barista o l’idraulico. Se poi, appunto, parliamo di persone alla primissima esperienza, che credono che fotografare sia fare “click” e poi solo fama, sodi e bella vita, beh, se darwin non è un cialtrone, la selezione naturale farà il suo corso. Di figli delle reflex a 450 euro purtroppo ce ne sono a tonnellate, e proprio per questo torno a ripetere che bisogna premiare chi si domostra meritevole, anche enconomicamente. Ovviamente nei limiti del possibile e quando è possibile.
    A presto!

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  31. Giuseppe says:

    Matteo, dammi del tu.

    Sai qual è il discorso: non cerco professionalità in senso stretto, quanto invece buon senso. Tanto è vero che i migliori assistenti che ho avuto nemmeno si occupavano di fotografia…ad ogni modo, le mie condizioni queste sono. Al momento.

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  32. Gabriele says:

    questo video secondo me esprime egregiamente una abidudine piuttosto diffusa che in nessun campo,nessuno di noi deve più tollerare,vi prego di guardarlo.

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  33. Annalisa says:

    Ho letto l’articolo e lo trovo a dir poco inquietante. Praticamente si cerca qualcosa a metà tra lo schiavetto adorante, l’ameba privba di ambizioni che voglia solo andare a vantaggio del suo incredible fotografo,il genio della lampada ed Eta Beta o quanto meno il suo gonnellino. Alla fine ben venga l’onestà. Almeno uno sa cosa si deve aspettare e, sapendo cosa aspettarsi sa anche se è o meno capace di accettare queste radicate forme di despotismo culturale. Il punto è un altro: Esattamente, quanto si offre a questa anima pia che decide di fare l’assistente per uno che ritiene normale chiamarla “merda del gruppo” (e qui cito l’articolo). Cioè, ok.. Io ti offro tutto il pacchetto, ma tu che mi dai in cambio? In tutta onestà mi immegino un contratto Co.Co.Co. con tanto di Pulcino Pio annesso, rimborso spese appena sufficiente per pagarci le rate della macchina e pranzo al sacco a spese mie. Ferie neanche a parlarne. Ma le mie sono solo congetture. Ora, dato che lei si sente così oggettivo e realista da chiedere senza mezze miusure, perchè non dichiara partamente cosa ci guadagnerebbe mai qualcuno a farle da assistente? Perchè fino ad ora leggo solo “Prendo, prendo, prendo” e mai “do, do, do”. Non credo che stare con lei sul set e sentire quello che sa possa bastare a compensare uno sforzo similie. Soprattutto se si considera che se uno sa usare il computer meglio di lei e sa come funziona una macchina fotografica non ha poi così tanti motivi di star lì ad aspettare che abbia finito di mangiare per poter fare altrettanto (ricito l’articolo).

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  34. andrea ciriminna says:

    in oltre 20 anni di attività non ho mai lavorato con assistenti …..fanno solo perdere tempo.

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